Archive for June, 2006

I diritti su MySpace

Friday, June 9th, 2006

Da segnalare la prima defezione di un artista dalle popolari pagine di MySpace.com, il network sociale di proprietà di Rupert Murdock.
Il musicista Billy Bragg ha tolto dalla sua pagina le canzoni che aveva messo a disposizione degli utenti perché “once an artist posts up any content (including songs), it then belongs to My Space (AKA Rupert Murdoch) and they can do what they want with it, throughout the world without paying the artist.”

Pubblicando il proprio materiale su MySpace “you hereby grant to MySpace.com a non-exclusive, fully-paid and royalty-free, worldwide license (with the right to sublicense through unlimited levels of sublicensees) to use, copy, modify, adapt, translate, publicly perform, publicly display, store, reproduce, transmit, and distribute such Content on and through the Services.”

L’Europa è contraria ai sistemi di DRM

Friday, June 9th, 2006

Sembra che si stia diffondendo in Europa una certa insofferenza nei confronti dei sistemi
digitali di protezione dei diritti:

- Il Senato francese sta discutendo una dura legge che, se approvata, obbligherebbe gli store on-line che utilizzano sistemi DRM a rendere compatibili i files con tutte le periferiche di riproduzione.

- In Norvegia il Consumer Council vince una causa che impone ad Apple di risolvere i problemi legati alle restrizioni date dai DRM e dalle limitazioni geografiche (limitazioni di catalogo e prezzo?).

- Nel Regno Unito uno studio svolto dal UK All Party Internet Group è ricco di raccomandazioni anti-DRM per i dipartimenti del commercio, dell’industria e della cultura.

Cosa c’è sul tuo iPod?

Wednesday, June 7th, 2006

Da uno studio di iTunes Registtry.

Average collection size 3,542 Songs
Average plays 5568
Average number of songs purchased from iTunes 72
Users with less than 100 songs 7%
Active songs (80% of plays) 23%
Largest Collection 50,458
Songs never played 64%
Manually Rated songs 17.00%

via Paul Lamere

RIAA vs. Youtube

Tuesday, June 6th, 2006

La RIAA ha imposto a Youtube la rimozione dai loro server di materiale “illegale”.
Tra questi file ci sarebbero video musicali (registrati dai canali televisivi) e video con musica di background protetta da copyright :-D .

Uno studio della Jupiter Research afferma che, nel 53% dei casi, gli appassionati scoprono nuova musica guardando dei video.

A me sembra che la RIAA si stia comportando come il cane che si morde la coda.

links:
Jupiter Agrees: Consumer Taste Sharing Can Drive Online Music Business
Siti di video, copyright e RIAA: ora è troppo tardi

Maoismo digitale

Monday, June 5th, 2006

Jaron Lanier è colui a cui dobbiamo la nascita del termine realtà virtuale; è uno scienziato, musicista ed artista.
Sembrerebbe uno che di reti, tecnologia e società se ne intende.
E allora non si spiega questo suo attacco a Wikipedia, pubblicato su Edge.
La sua critica nasce da uno dei tanti errori della nota enciclopedia on-line: Jaron dice di aver corretto più volte la pagina contenente la sua biografia, ma in essa continua ad essere definito (tra le altre cose) come un regista, perché più di dieci anni fa ha girato un film che lui stsso definisce sperimentale e, semplicemente, brutto.
“Vorrei che nessuno lo guardasse mai più”.

Partendo da questa premessa, Jaron spara a 0 sul concetto di mente collettiva, asserendo che la collettività è spesso più stupida degli individui. Beh, può anche essere vero, ma Wikipedia non è una mente collettiva. No.
C’è una bella distinzione tra intelligenza collettiva e intelligenza connettiva. Forse Jaron non ce l’ha presente.

E poi, tutti noi abbiamo molte identità: siamo quelli che pensiamo di essere, ed allo stesso tempo quelli che gli altri pensano che siamo.
Se abbiamo girato un film, anche 20, 30 anni fa, non è forse corretto dire che per qualcuno siamo dei registi? E che comunque lo siamo stati?
Wikipedia non è mica un biglietto da visita. Se Jaron ha girato un film di cui ora si vergogna, problemi suoi!

In questo momento la pagina su Jaron Lanier in Wikipedia è corretta, o per lo meno corrisponde alla sua idea di correttezza. Tanto chiasso per nulla?

Link: La discussione su EDGE.

[Aero002] Freund der Familie – Rauhfaser ep

Monday, June 5th, 2006

Minimale, dub futuristico, pieno di bassi. Questo è il suono dei Freun der Familie, nuovo liveact tedesco autore della seconda release della Aeronautique.
Ottimo.

My Life in the Bush of Ghosts

Saturday, June 3rd, 2006


Bryan Eno e David Byrne sono gli autori di My Life in the Bush of Ghosts, album di grande successo pubblicato nel 1981.
Recentemente questo loro lavoro è stato rimasterizzato e rimesso in vendita con un nuovo packaging. E fin qui, niente di strano.

La vera novità è che le tracce originali di due canzoni dell’album sono state rese disponibili sotto licenza Creative Commons: qui è possibile scaricare singolarmente ogni traccia ed ascoltare i remix creati.

La ricchezza delle reti

Saturday, June 3rd, 2006

Yochai Benkler è docente di Legge alla Yale Law School.
Ha lavorato 10 anni alla scrittura di un libro che, a detta di Lawrence Lessig, è il testo chiave per capire come le reti stanno cambiando la nostra percezione del mondo e la nostra cultura.
Parte 1: l’Economia delle reti (produzione sociale e charing, innovazione).
Parte 2: Proprietà e Commons (autonomia, informazione, mass media, sfera pubblica, libertà culturale).
Parte 3: Politiche di Libertà in tempi di cambiamento.

Scaricabile gratuitamente qui o acquistabile su Amazon.

Una nuova cultura creativa

Friday, June 2nd, 2006

Produrre contenuti è un’attività sempre meno costosa.
Se fino a pochi anni fa c’era bisogno di uno studio professionale per produrre un video di qualità, oggi è possibile farlo con una telecamera digitale ed un computer, con costi contenuti ed in tempi molto minori. Analogamente, è possibile pubblicare contenuti su un blog, con un vasto pubblico di lettori, senza dover sostenere ingenti costi di stampa e distribuzione. Infine, migliaia di volontari stanno scrivendo la più grande ed aggiornata enciclopedia solo perché, con internet e i wiki, è diventato possibile farlo.

L’evoluzione tecnologica e sociale hanno quindi reso possibile la nascita di una nuova figura nell’ambito della creazione culturale, quella del PRO-AM, l’amatore professionista, una persona che svolge un’attività con intento amatoriale, creando prodotti (o contenuti) di livello professionale.

Recentemente alcuni ricercatori del CATO Institute hanno pubblicato uno studio sulla crescita del fenomeno pro-ams, delle reti decentralizzate di produzione di contenuti e sulle conseguenze a livello di copyright.
Tim Lee commenta che la conclusione dello studio, che ipotizza una produzione culturale libera dal copyright perché non finalizzata al profitto, difficilmente si può adattare a certi tipi di prodotti culturali, ad esempio i film di gran successo e budget elevato, oppure i libri e certi software commerciali. Per certi prodotti, forse il modello di produzione centralizzato può effettivamente essere il migliore.
Se i contenuti generati dai pro-ams saranno superiori a quelli prodotti commercialmente in un determinato campo, allora sarà il mercato a farli prevalere, senza bisogno di abolire il copyright. In fin dei conti è già successo con Linux ed il software open source che gira su milioni di server.

Lo studio di F. Gregory Lastowka e Dan Hunter è liberamente scaricabile da qui: Amateur-to-Amateur: The Rise of a New Creative Culture

Guida al Copyright per gli artisti

Thursday, June 1st, 2006

Un’ottima guida, chiara e dettagliata, che sarà utile a chi voglia comprendere le attuali regole sul copyright e come esse influenzino il pubblico dominio.
Disponibile gratuitamente in formato pdf.
Public Knowledge – So What … About Copyright